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4449 messaggi.
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 3:37 pm:
@Vi
wow che lavorone a trascrivere tutto, grazie!!!
vi pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:33 pm:
L'adige
Un lavoro essenziale in cui si privilegiano suoni acustici. C'è anche una cover di Stephen Stills
Ecco il settimo sigillo dei Bastard
Esce oggi l'album "Sulla cresta dell'ombra": dodici tracce, due gli inediti. FdS
Un lavoro essenziale, in cui il suono elettrico viene messo da parte a favore di suoni acustici, più morbidi ma non meno incisivi. Queste le forme di Sulla cresta dell'ombra il settimo album dei BSod che esce oggi con dodici tracce fra le quali due inediti, una riuscita cover di Stephen Stills e una selezione di canzoni provenienti dai precedenti lavori, completamente riarrangiate nella nuova chiave scelta dal terzetto formato da MV Jb e FS. Di questo cd prodotto dagli stessi tbsod con PFdistribuito da Believe, abbiamo parlato con i tre rockers

Perchè la scelta di un disco acustico?
Ci sembrava interessante proporre una versione più morbida di alcuni nostri pezzi già esistenti. Non si tratta di un cambio di stile ma di una parentesi che è comunque parte del nostro sound dal vivo da anni

Partiti da un'idea precisa?
No, è nato tutto man mano, prima la scelta di quali pezzi riproporre, poi l'aggiunta di due inediti che sono nati nel frattempo. Dell'ultimo secondo la decisione di inserire anche la Suite di CSN&Y brano che eseguiamo live da una decina d'anni. In realtà i nostri brani nascono quasi sempre da una stesura voce e chitarra, quindi il senso del disco è quasi voler far sentire ai nostri ascoltatori le versioni primordiali delle canzoni. Man mano che le registrazioni proseguivano abbiamo comunque deciso di arrangiare e cambiare alcune strutture e armonie, così da poter comunque sorprendere, e accontentare, anche i nostri fan più fedeli ed esigenti

In voi convivono da sempre due anime: quella più (hard) rock e quella più morbida.
Sono due dimensioni dal sound molto diverso, ma accomunate dall'uso delle armonizzazioni vocali, nostra caratteristica consolidata. Nelle versioni acustiche dei brani questo nostro modo di arrangiare con le voci sia ancora più evidente. Crediamo che il rock sia anche questo, non solo volume

Nel 2007 avete già pubblicato un cd unplugged "Elss" quel Lemmy è il compianto leader dei Motohead
Che piacciano o meno i Motorhead, L era apprezzato come icona, simbolo del rock puro, sincero, anche nel modo di vere, sempre on the road. Abbiamo chiamato il nostro primo lavoro unplugged "Persino lemmy a volte dorme" propri p er dimostrare che un sound acustico può essere onesto anche con un anima più incline al rock classico, più duro.

Il titolo Sulla cresta dell'ombra?
Fa riferimento al fatto di essere contenti di ciò che ci si è costruito, senza bisogno di doverlo dimostrare al mondo. E' la piacevole sensazione di raggiungere la cima di una montagna in solitudine. L'essere sereni con se stessi comporta fatica, è un percorso difficile, anche in un ambiente, come quello della musica, ormai pilotato dall'apparenza, dall'immagine, più che dalla qualità della produzione musicale. Si ascolta la musica o si guarda chi fa la musica? In realtà ognuno può rispecchiarsi in questo concetto, vale per qualsiasi ambito.

Un riferimento autobiografico
Pensiamo si tratti del brano pùi autobiografico che abbiamo mai scritto.Racconta di noi, del nostro passato, di montagne russe surfate e di panico da showbiz, ma anche di amore e riconoscimento e di rock'n'roll: benediciamo il passato senza rimpianti e "navighiamo" sereni verso quello che sarà convinti che, come dice la canzone l'ultima spiaggia sia sull'altra sponda.

In più occasioni avete spiegato che molte vostre canzoni nascono in chiave acustica: è stato più "facile" rivedere i vostri pezzi con gli arrangiamenti presenti nel cd?
In realtà, appena cominciato, credevamo sarebbe stato un lavoro piuttosto semplice. Ci siam ben presto accorti che era superficiale suonare i pezzi semplicemente con suoni acustici, quindi abbiamo cambiato un bel po' di strutture e armonie, e arrangiato quasi tutti i brani con strumenti diversi e soprattutto con persone diverse. Le collaborazioni sono state fondamentali per la riuscita dell'album in primis lo Gnu Quartet, a anche l'hamond di Ablerto Marsico, il pianoforte di Luca OIlzer e la fisarmonica di Antonio Pallaoro

Cosa ci sarà nel 2016 dei Bastard?
Oggi abbiamo i lancio ufficiale del disco e a seguire una fitta agenda di promozione fra radio e giornali. Ma quello che ci piace di più fare comincia il 29 gennaio, con la prima data del nuovo tour, al Fishmarket di Padova (che sarà il nostro 500 esimo concerto). C'è un calendario fittoche ci porterà in tutta Italia, e ne seguirà un estivo nei festival open air senza dimenticare che abbiamo già cominciato a lavorare la prossimo album.

copiato ma non ho riletto
criss pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:20 pm:
@Fedele
;D
criss pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:15 pm:
Rieccomi al volo!!!
stamattina ho scritto dal e odio farlo!
Ho letto che la copertina l'ha disegnata un ragazzo conosciuto quest'estate qui in val di Sole ..... l'aria della montagna fa sempre bene!
@Vi
La Beatrice va da Mediaworld ,ti faccio sapere se c'è!

vado a leggere e poi vado via!Ciao!
esse pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:06 pm:
⭐️⭐️⭐️
Oddio!
Quanta roba!
FRA sei una furia! 😀
Mi rimetteró in pari...

Quello che penso del disco magari lo dico quando c'è un grande flusso di post, cioé se voi mi garantite di scrivere molti post dopo, così il mio viene spinto giù e ha poca/zero visibilità! 😝
fedele pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:05 pm:
Buongiorno C !!

VI:

Io il CD prova ad ABBIARLO domani a Udine alla Feltrinelli e vi faccio sapere =)

Intanto l'ho abbiato da I-tunes. A dire il vero, dato che vado a prenderlo domani, sempre che io lo trovi, volevo gustarmelo come piace a me , toccando il CD, girandolo e rigirandolo. In auto. Come dice FFA, posto migliore, se non un concerto, qual'è se non in auto in santa pace ? =)

ESSE:

Si, ronfavo. Stamattina lavoravo, ma dopo aver letto i commenti mi son ingolosita e me lo sono scaricata nel tragitto da negozio dove lavorio io a altro negozio e me lo sono ascoltata al rientro a casa, mettendo a stendere, cucinandomi il pranzo e così via =D .. Sono multitasking quando è necessario !! Ah ah ah .. AH anche io concordo pienamente con quanto da te scritto su interviste , B e giornalisti O.o

Allora, da un primo ascolto :

ADORO AC, mi ha divertita a teatro, e mi ha divertito pure oggi !! e mi divertirà ancora =D
TRINCEA, la preferisco così. O meglio preferisco i GNU in questa maniera che non in quella precedente
Adoro in TSFUIDM il battito di mani =D
RN, preferisco la versione precedente, ma preferisco questa, versione registrata sul CD, che quella ascoltata live per esempio da Vignola
SS: ni , non la trovo molto diversa ..e sicuramente la tromba live ce la scordiamo, come tante altre chicchette , d'altra parte in tre sono
VUD: incredibile, al secondo ascolto, mi ha preso a differenza di quanto successo a teatro. Riascoltarla devo
VLMT: mi ha convinto

FRANCESCA:

Grazie per le interviste copia-incollate =)

CRISS:

Colpa mia SI, e non ti leggevo e son venuta a cercarti !! 😉

Scappo !!!
vi pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 11:33 am:
volevo ABBIARLO ma invece niente.... qui a Rovereto il negozio non sa neanche da chi sia distribuito e non ce l'hanno 🙁
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 10:49 am:
TROUBLEZINE


The Bastard Sons Of Dioniso: "L'importante è essere felici"

A cura di Martina Zorat, Venerdi, 22 gennaio 2016


La carriera dei Bastard Sons Of Dioniso sta vivendo la tipica giovenizza adolescenziale: quasi 13 anni di scorribande, concerti e divertimento, la (bella) parentesi ad X-Factor (classificati secondi) e quella voglia di continuare a suonare per il semplice gusto di farlo. Le cose semplici, seppur all'apparenza poco importanti, sono alla base del successo di questi ragazzi trentini. "Sulla Cresta dell'Onda" esce il 22 Gennaio con una collezioni di brani presi dai precedenti album ma smontati e riassemblati in chiave un-plugged. Io Non Compro Più Speranza, Samurai, L'Amor Carnale rivivono una seconda giovenzza. Jacopo, bassista della band, si è prestato volentieri a questa chiaccherata con Troublezine per raccontarci proprio come hanno affrontato l'approccio a canzoni già scritte in precedenza. Buona lettura!
 
Ciao Jacopo, tutto bene?
Ciao tutto bene! Adesso siamo carichi per la promozione: c’è stato tanto lavoro durante questo anno intero e poi ci sono le interviste da fare, i primi showcase..e le prime soddisfazioni!
Siete “in pista” da più di 10 anni. Ormai siete cresciuti e avete abbandonato l’aria spaesata di quelle prime audizioni ad X-Factor. Non vorrei troppo soffermarmi su quel periodo ma vorrei chiederti, provando a dare uno sguardo al passato, come giudichi il percorso che i Bastards hanno fatto fino adesso? Sia a livello professionale che personale..
Aver potuto suonare tutti questi anni è stata ed è tutt’ora una fortuna immensa. A livello visivo, immagino questi 10 anni come diverse cisterne di gasolio per tutti i chilometri fatti in giro a suonare, bacchette della batteria, corde di chitarra insomma un mucchio di materiale utilizzato sul palco; invece a livello personale, ci sono tutte le persone incontrate anche una volta sola. Non sai mai se e quando ti rincontrerai con qualcuno, magari può capitare di rivedersi con un vecchio amico mentre passeggi per le strade di Londra.
“Sulla Cresta dell’Ombra” è il vostro settimo album. Sette sono tanti! Oltre ai due inediti, che dopo andremo ad analizzare, salta all’occhio subito la scelta di riprendere brani del passato, rivisitati con un tono più delicato e minimal (L’Amor Carnale assieme agli Gnu Quartet è eccezionale). Sentire questi arrangiamenti è stato come ritrovare un vecchio amico, un tempo underground, vestito in giacca e cravatta. Negli occhi pulsa ancora la antica fiamma del rock però in quel vestito ci sta decisamente bene. Ti trovi d’accordo?
Mi piace tanto questa tua interpretazione! Pensa che l’intero album è stato concepito un po’ al contrario, siamo partiti dal contenuto. Ogni canzone è una storia a parte: sono momenti diversi della nostra vita, l’originale quindi rispecchia un momento esatto della carriera del gruppo. Per quanto riguarda L’Amor Carnale devo dirti che il lavoro dei Gnu Quartet è stato strepitoso: hanno ripreso la nostra musica, le nostre note ma suonate con i loro strumenti. A livello armonico, la canzone è rimasta intatta ma suonata in quella maniera è stato come dargli nuova vita.
Come avete affrontato il lavoro su brani con suoni già strutturati?
Il set acustico era già pronto, è una cosa che facciamo sempre quando siamo in fase di composizione, solo che non li avevamo mai registrati..durante la lavorazione, sono venute alla luce, in modo più chiaro, tutte quelle cose spesso messe da parte perché ci sono mille altri elementi da tenere maggiormente in considerazione. I gusti sono cambiati anche per noi, abbiamo tolto molte complicazioni e giri di note assurdi. Abbiamo sempre voluto suonare tutto al limite perché è una cosa che ci appaga e quando traduci il tutto in acustico ci sono tante note non più necessarie. Ci siamo trovati con il “pezzo nudo” e da quell’idea abbiamo fatto un percorso innovativo, donandoli ad artisti che stimiamo per vedere cosa sarebbe successo con loro.
“Sulla cresta dell’ombra non c’è luce che mi confonda / Sulla cresta dell’ombra sai non si rimpiange mai”. Prendo spunto dal testo di questo inedito per sottolineare che c’è un bel contrasto tra musiche morbide, acustiche, e testi molto diretti. Questo brano prende di mira un po’ coloro che vi hanno messo da parte?
In questo ultimo periodo, purtroppo, siamo arrivati a dover dire che il concetto di “musica” sia stato superato dal concetto di “soldi”. Noi riusciamo ancora a stare in quel margine per poter lavorare in modo indipendente perché siamo riusciti, con fatica, a conquistare la fiducia degli altri ed è una cosa molto importante. Non è facile.
Tra le cover che potevate scegliere, avete preso un pezzo davvero importante! Suite: Judy Blue Eyes di Crosby, Stills, & Nash è stata un sfida o semplice attaccamento ad un brano che amate?
Si è stata una proprio una sfida. Ci piace complicarci la vita! Anche se il gruppo è composto da tre insiemi di gusti musicali molto variegati, c’è una piccola area in cui condividiamo le stesse cose: Fede sta nella zona americana, mainstream, pop; io ascolto musica sud-coreana (ma anche altri tipi molto strani) e Michele che va sul tecnico, con brani di chitarra di un certo livello. In tutto questo mix c’è anche la Suite di Crosby, Stills & Nash. Abbiamo già suonato altri brani loro, sempre a tre voci e cercando di replicare fedelmente il loro stile, ma la Suite è in assoluto il più complicato. Un brano da oltre 7 minuti, con continui cambi ritmici. È come dover arrivare in cima alla montagna con una corsa a perdifiato.
Meglio stare sulla “Cresta dell’Ombra” o sulla “Cresta dell’Onda?”

Sono la stessa cosa! La “Cresta dell’Ombra” è la “Cresta dell’Onda”, permette di essere libero e felice e di raggiungere la felicità senza il concetto di successo e soldi che spesso viene piantato nelle menti di chi usufruisce di musica. Ci si stacca dal concetto di apparenze perché il primo passo per avere una vita serena è essere felici dentro di sé.
Durante il vostro percorso artistico, avete sempre scelto un low-profile: fuori dai riflettori, molto legati alle vostre (meravigliose) terre del Trentino, album auto-prodotti e lo studio di registrazione a casa. Si può dire che “casa dolce casa” sia il motto dei Bastard? Quanto conta aver preso questa decisione?
Se fossimo andati a vivere a Milano o Roma sarebbe stato solo perché ci sono i media, rinunciando alla nostra libertà, avremmo dovuto dipendere da qualcuno per poter andare a registrare, avremmo dovuto giustificarci per ogni scelta. Sacrificare tutto questo non ha senso, piuttosto si suona per conto proprio. Siamo estremamente legati al nostro territorio, alle nostre famiglie. Anche il silenzio è importante, le camminate nel bosco, le piccole cose quotidiane fanno parte del nostro modo di essere e del nostro equilibrio che ci aiutano ad essere quello che siamo. Abbiamo già vissuto grandi gioie e tantissime opportunità, anche dal punto di vista lavorativo e vogliamo continuare su questa strada.
State macinando un sacco di km in giro per l’Italia, a bordo del vostro furgone, il 29 Gennaio ci sarà la grande festa per il 500esimo concerto e la prima data del nuovo tour. Come vi sentite?
Noi daremo il 110%, come sempre. Non abbiamo bisogni o richieste particolari..ci basta la birra! A parte la battuta, siamo molto orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo, soprattutto senza aver avuto screzi all’interno del gruppo. È proprio dimostrato che, quando si suona, ci si unisce e anche il cuore batte all’unisono. Siamo fortunati ad aver raggiunto un equilibrio dettato dai tanti anni suonati assieme, dall’esperienza..condividiamo anche le camere (per scelta logistica)! La convivenza non è un problema! Ogni concerto è divertimento, è una festa ma senza dimenticare la professionalità.
Scommetto che i Bastard non si fermeranno qui, giusto anche godersi il momento di promozione. Dopo questo album, ci sarà spazio per un nuovo lavoro di soli inediti?
Abbiamo già iniziato a lavorarci! Prima del lancio del singolo, c’è stato un mese di tempo in cui si aggiustava gli ultimi dettagli, si pensava al concept del video…il tempo libero a disposizione non ci mancava. E siamo subito andati a scrivere qualcosa o si andava in depressione!
Grazie ancora per questa intervista! Come ultima domanda, vorrei chiederti di scegliere una canzone che ti sia particolarmente piaciuta in questo ultimo periodo e che consiglieresti ai lettori diTroublezine.
vi pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 10:46 am:
criss: figurati che a me sembrava la voce di michele nella pubblicità a radio dolomiti di questi giorni dove dice abbiatelo!!! ........ ecco a stare sempre attaccata alle casse sottopalco... son sorda 😉
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 10:43 am:
@Vi
ahahah la gallina

@Cris
sentito sentito

sto aspettando di sentire l’intervista telefonica a radio Cafè Bleu
criss pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 10:18 am:
Ascoltato la radio di strafugo . Bravi ragazzi, simpatica la telefonata della flautista ! I veri rocker hanno una nonna che li sveglia e prepara un piattone di canederli da portare a Vigolo
Avete sentito la pubblicità del cd quando Jacopo ci consiglia "abbia telo" ? A me tocca aspettare stasera
vi pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 9:34 am:
peccato, iniziato ma poi arrivati clienti e ho dovuto chiudere :

l'unica cosa che ho sentito :

Dal vivo la parte più difficile è quella di Federico?
F: Non è facilissimo
J: Hai presente il diaframma ... lui ha degli ammortizzatori ... E’ come le galline che tiene la testa ferma

Siete più amici che colleghi?
M: io non mi sento collega
J: Se c’è differenza fra collega ed amici per noi non esiste forse siamo solo colleghi o solo amici
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 9:28 am:
Posted BY Katja Casagranda
22 gennaio 2016

“Sulla cresta dell’ombra” È uscito il disco acustico dei The Bastard Sons of Dioniso
Partito il conto alla rovescia, è arrivato il grande giorno in “casa Bastard”. Oggi 22 gennaio 2016 esce “Sulla cresta dell’ombra”, l’atteso disco acustico dei The Bastard Sons of Dioniso.
Per i fan una vera corsa all’ascolto, da metabolizzare, indagare, elaborare, alla ricerca di ogni sfumatura, rimando, allusione o intenzione, che già titolo e copertina ha scatenato nelle fitte dissertazioni tenute via social. Un ghiotto pasto insomma per il “popolo Bastard” visto che “Sulla cresta dell’ombra” con quel suo scivolare in acustico più facile all’orecchio, si fa velluto e tappeto sonoro che enfatizza parole e testi.
Quindi per dare qualche spunto di riflessione in più arrivano a soccorso le parole di Jacopo Broseghini, raggiunto telefonicamente, impegnato con Michele Vicentini e Federico Sassudelli, nel vortice fra promozione del disco con interviste ed ospitate radio, e la preparazione del live set in vista del tour che il trio della Valsugana si presta ad affrontare
Questo disco in acustico non ha deluso le aspettative, anzi riesce ancor più a far apprezzare ogni sfumatura della vostra scrittura musicale. Un regalo per il pubblico?
In realtà le sfumature ci sono anche nella versione in elettrico, che ha la stessa sovrastruttura e ricchezza, anzi forse l’acustico spoglia e taglia le informazioni che invece l’elettrico riunisce. Certamente nella versione acustica si può distinguere le piccole sfumature, il fatto che mai le strofe sono scritte in modo uguale e che mai un passaggio è uguale all’altro. Tuttavia penso sia che un musicista o noi che le abbiamo scritte abbiamo l’orecchio allenato a cogliere tutto questo anche in un set elettrico, mentre l’ascoltatore ha più facilità nella rilassatezza e pulitura acustica
Dire che il rock ha prodotto le più belle ballad è condivisibile?
No, credo che il genere sia una sovrastruttura superflua, credo che tutti si faccia musica, quindi la stessa cosa. Quello che rende diversi è la filosofia di base. Quindi più che un concetto di genere parlerei di un concetto filosofico. Il genere è determinato dal luogo in cui fai musica, la circostanza e gli strumenti che usi Siamo felici di aver, se questo disco ha fatto questo, fatto apprezzare o anche solo capire il nostro pensiero e il nostro modo di comporre oppure l’approccio che hai.
Un vestito acustico che fa apprezzare ancora di più le finezze come l’assolo di tromba di Federico in “Sangue Stasera”. Un pezzo poco presentato, come mai?
“Sangue stasera” è un brano che difficilmente è stato suonabile, in quanto quando ci si esibisce in trio e non hai il supporto di altri musicisti non puoi proporre un pezzo che ha strumenti in più. Diversa la situazione dello studio di registrazione oppure quella del live in teatro dove con il supporto dello Gnu Quartet abbiamo potuto proporla

The Bastard Sons of Dioniso Concerto di Pergine Valsugana
Con ottimi risultati visto il successo del concerto che dicevi sarà difficile riproporre oppure si avrà un bis prima o poi?
Questo progetto è stato elaborato in un anno di lavoro anche grazie all’incontro con le persone giuste, in bell’equilibrio. Il concerto di Pergine ha avuto una sua preparazione che molte altre situazioni non possono avere sia per gli impegni dei musicisti coinvolti, che per il fatto che ora partiremo con un tour nei club in cui la situazione logistica non consente un set allargato. Ciò non toglie che magari ragioneremo su qualche data teatrale in cui magari tutti i musicisti potranno esserci
Una collaborazione con gli Gnu Quartet di cui loro stessi dissero sorprendente per velocità di comprensione degli intenti e vicendevole ispirazione. Altrettanto è stato per voi?
Diciamo che da buoni trentini e montanari se faccio una cosa “me arangio”. Ci piace essere indipendenti nella musica come per le copertine dei dischi o i video. Abbiamo sempre avuto idee chiare sebbene poi ci vuole la collaborazione con chi supporta per esempio il lato del marketing o la promozione. Quindi musicalmente abbiamo spogliato le canzoni allo stato minimo e molti arrangiamenti li abbiamo studiati noi. Poi però abbiamo dato agli Gnu Quartet e a Marsico carta bianca su alcuni brani, chiedendo loro di darci il loro punto di vista, di fare quello che sentivano. Insomma aprire un’altra prospettiva che mai noi sarebbe venuta in mente. E questo è stato quello che è successo. Con Marsico addirittura in studio abbiamo finito in mezz’ora, insomma tutto un “buona la prima” e gli Gnu Quartet sono venuti una giornata, preparatissimi per quella loro capacità di usare gli strumenti, di lettura della musica e morbidezza con cui “giocano” nell’adeguare e improvvisare. Noi siamo meno pret a poter più fissati ai dettagli, insomma meno capaci di manipolare come giocolieri la musica. Noi dobbiamo crederci fermamente in quello che facciamo e lo facciamo così Anche con loro è stato un “ciak si gira” e via
Sui social i fan stanno discutendo sulla copertina del disco, vuoi svelarci cosa nasconde?
L’idea della copertina rappresenta il titolo della canzone, una montagna e un’onda. Io avevo in mente un controluce del tramonto con lo skiline delle montagne, ma non riuscivo a tradurlo in immagine. Abbiamo chiesto a Thomas, un amico musicista che abbiamo incontrato in Val di Sole al Festival Parti di Ricambio di cui ci piace la grafica che propone. Tutti i dischi, a parte quello di X Factor, hanno le copertine pensate e volute da noi, che ci rappresentano e raccontano in quel determinato momento, così volevamo anche per questo disco che al di là del contenuto musicale, ricordasse questo particolare momento, lo fotografasse e lo mantenesse per sempre nei ricordi. So che il marketing imporrebbe il fatto che il disco deve essere riconoscibile con le facce in primo piano ecc, ma noi non andiamo d’accordo con il marketing,siamo pessimi venditori, quindi la copertina ha un significato. L’onda è quel flusso di energia cinetica in movimento che si sta scagliando contro una montagna, contro le rocce, e la rilascia. L’onda va da destra a sinistra in quanto rimane nella copertina, se la apri all’interno è più evidente, ed è portatrice di un volto, insomma torna alle montagne. L’ambiguità ci accompagna e quindi non c’è distanza o differenza fra mare e montagna, cielo e spazio, onda e volto. Il luogo non è un sogno, è reale, una realtà che ci siamo costruiti, con soddisfazioni e fatica, ma senza fatica non si fa nulla, si cade e ci si rialza, e tutte le esperienze sono positive, perché insegnano e perché è la vita, che poi è il frutto delle esperienze
E rimanendo in tema, ora si parte per il tour?
Si abbiamo un sacco di cose da fare, organizzare, seguire tutto il discorso tecnico e lo stress è tanto ma possiamo conviverci per la voglia di rimettersi sempre in gioco. Pensiamo alle persone care e finchè riesci a starci dentro lo fai. Chilometri da percorrere, tanto lavoro, ma la tournee è il momento in cui raccogli l’entusiasmo del tuo pubblico, l’energia che ti regalano le persone che ti ascoltano e allora sai che ne vale la pena.
Un’ultima cosa. Se ancora non fosse stata la vostra canzone più bella, la versione di “Io non compro più speranza” è impareggiabile. Si può ringraziare di questo regalo?
E’ una canzone con una struttura che il basso tende a smorzare. L’intro ha una dinamica in screscendo fino al ritornello ed è lì che entra la batteria. Abbiamo sostituito il basso con strumenti dalla dinamica di note grevi che quindi ha dato lo stesso range pur con sostituzioni. Ogni mezza strofa cambia e diventa sempre più potente così come già fu critta alle origini. Il fatto che si colga e che piaccia per noi ripaga più che compensi materiali e ci fa un enorme piacere sapere di essere riusciti a rendere la particolarità e ricchezza del pezzo.

“Sulla cresta dell’ombra” E’ uscito il disco acustico dei The Bastard Sons of Dioniso ultima modifica: 2016-01-22T00:32:02+00:00 da Katja Casagranda
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 9:00 am:
Radio Dolomiti tra poco, anzi ora!!!
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 8:59 am:
http://www.radiodolomiti.com/streaming/streaming.php
francesca pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 8:56 am:
Ero sì a ronfare, le giornate son dure se si dorme poco 🙂 è da un pezzo che non ho più l’età :/

Però mi son rifatta stamattina, comprato, ascoltato e riascoltato
Dunque …. (ahahahahahah)
Ha ragione FedeRa: con INCPS l’inizio non poteva essere migliore.. chitarra adoro
I brani che mi sembrano meno distanti dagli originali (che poi mi vien un dubbio: quali sono gli originali?) sono TSFUIDM e SS (che mi fa tremare all’idea che sarà ancora esclusa dai live)
RN, niente da fare, preferisco la versione elettrica
Trincea in questa versione ci ha guadagnato (e non poco)
L’Amor è una figata (nonostante io fossi prevenuta, poi vi spiego perché)
Le altre….una meglio dell’altra
In generale mi piace tantissimo e ora vi spiego perché ero prevenuta: a me Trincea elettrica non è mai piaciuta e dò la colpa agli archi, poi il concerto a Pergine, anche là ero “disturbata” dagli Gnu, quindi avevo il terrore che pure il cd fosse in linea disturbo, invece no, chi giustamente risalta sono i ragazzi, i loro strumenti e le loro voci, gli altri ci sono, ma sono discreti e anche dove sono protagonisti, non mi disturbano (bon per me). Naturalmente è solo una questione di gusti.
La cosa che temo di più, è che trasportare questo cd in live, sarà dura. Vedremo, magari ci guadagna ancor di più 🙂
FedeRa pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 6:36 am:
Il disco è anche su Deezer, che da un po' di tempo a questa parte è diventato il mio player preferito. 😍 Ho iniziato ad ascoltarlo ora che devo andare al lavoro...porca paletta. Ma io non compro più speranza è un ottimo inizio.
Buon ascolto a tutti
😘
uomo del menta pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 1:08 am:
Buona notte veglia della natività
Li sto ascoltando mentre quel tonno saltella sulla cresta dell'ombra e scarica sul disco un quadro rigido sono su trincea pelle d'oca l'amor carnale retato mi rammendo i pfm/ jethro tull irlan'dato.
spesso lo sguardo ...ma il Wice l'è diventà baritonale...i gnu osti l'è poesia armonica 😀
ti sei fatta un idea di me .....@/@ il solletico dietro alla nuca ... versa la mia testa che bela calibratura delle voci al micron.
la judy dagli occhi blu qui sento i riccioli che spingono sulla cute trovando lo spiazzo... che bela i magister csn gli darebbero delle gran pacche sulle spalle ai boci.
Samurai che bella marcetta quelle corde tese che cosa vuoi che ti dica c'è un spiraglio....una via d'uscita.Ho la pelle d'oca eppure il termometro segna 22 la stufa scalda che che se ne dica .
Precipito ....in mille pezzi quelle note spaziano in volo...arcuate a dovere. 🙂
Rumore Nero stravolto 🙂 le voci prendono il sopravvento che bel arrangiamento Emerso,n
ad un primo ascolto vedo un abbraccio cosmico tra le generazioni ...ma io non sono Bertoncelli ..
VUDV questa è da ruminare ..ma le periferiche si smovono è un segno tangibile che il nervo è martellato dal gesto.
Sangue stasera è una delle mie preferite per le tonalità avvolgenti bella forse una bella" arcata "flautata ci stava a suggello .
Bravi bravi vo a let buona notte e buon nadal mi sento un pastore :)) c'è della pastorizia rapita me piase .
esse pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 1:08 am:
Ho ascoltato le anteprime, e poi Vorrei un deja-vu tutt'intera, adesso sto ascoltando Sangue Stasera...
Lo sapevo (me lo sentivo) che il rantegante della CILLIT sarebbe tornato buono, per tutti e tre... E'proprio tutta una questione di più o meno (rantegante).
Buonanotte 🙂
esse pubblicato il Gennaio 22, 2016 alle 12:18 am:
Un'oretta di ritardo. Disponibile. Peró prima guardo In treatment!