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3467 messaggi.
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 20, 2018 alle 10:07 am:
Buongiorno C ! Io son sempre con i miei pensieri altrove ma questo va postato anche qua per chi non ha FB o per chi non segue il gruppo in questione . Altra prova di attore del nostro JB nel video dei Subcutanea uscito ieri "Chaos"

https://m.youtube.com/watch?v=r7-GCnB27tQ
🐳francesca🐳 pubblicato il febbraio 16, 2018 alle 3:54 pm:
Auguri Roberto!!!
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 16, 2018 alle 11:05 am:
Un saluto veloce ! Ci sono , vi leggo, ma non ci sono con la testa ! Tutta da un'altra parte !!

Auguri di buon compleanno al Sassu Senior !!! 😊
🐳francesca🐳 pubblicato il febbraio 15, 2018 alle 9:34 pm:
@Criss
eh sì, a marzo ritorna il tour, speriamo escano presto le date (come hanno promesso sia su fb che su instagram), così ci si organizza... o si piange 😅
Criss🎸🎸🎸 pubblicato il febbraio 15, 2018 alle 8:00 pm:
Allora ricominciano i concerti! Spero location abbastanza vicine !!!!
🐳francesca🐳 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 4:01 pm:
@Esse
ehilà, tra un invio e l'altro non avevo visto il tuo post
💗esse💗 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 2:14 pm:
Ciao FRA, incrociate! 😊
🐳francesca🐳 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 2:03 pm:
ho dimenticato qualche 😂😂😂 qua e là
💗esse💗 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 2:02 pm:
Ciao Co!
Grazie dell’intervista FEDELE!
Take care FEDERA...

FEDELE: l’ho già detto che non ho la prima posizione, ma forse ho l’ultima, forse è Venti Tornanti.

FEDERA: carina la cosa delle rotelle no ma le ruote sì! 😄

Comunque dall’intervista dei B potrei prendere il la per farvi un quadretto del mio umore nero di questi giorni che non lascerebbe adito ad alcun dubbio - sulla neritudine.
Ma poi si chiamerebbe ruminare o rimuginare e pare che non faccia bene.
Però una cosa, una sola, la dico.
E cioè che le rotelle dell’intervista mi ricordano un episodio di una mia giornata di un bel po’ di anni fa. Io in quella giornata, che poi erano molte giornate, ero depressa e il mio vicino di casa, che era anche mio amico, lo sapeva, glielo raccontavo. In quella giornata il mio amico era uscito per qualche ora e mi aveva chiesto di tenergli il cane. Io glielo avevo tenuto, anche se un po’ di malavoglia, e quando era venuto a riprenderselo gli avevo riferito che non mi era stato di nessuna compagnia - il cane, e se n’era stato tutto il tempo a guaire davanti alla porta d’ingresso e tra parentesi l’aveva anche graffiata la porta d’ingresso. Il mio amico allora aveva ribattuto che probabilmente il cane aveva avvertito che io ero depressa e si era intristito anche lui - il cane.
Ecco. La devo spiegare? In riferimento alle rotelle? Secondo me non ce ne sarebbe bisogno. Però non si sa mai. Perciò spiego.
Se l’atto fondamentale, anzi direi costitutivo, dell’essere fan é esattamente quello di dichiarare, tu fan, ai tuoi beniamini, a cuore aperto (si dice così, no?), ‘non ho tutte le rotelle a posto’, con immaginabili annesse e connesse implicazioni quanto a sentimenti di amor proprio etc etc etc (tralascio)... e se tu, beniamino, pensi bene di fare una sortita a proposito delle rotelle dei fan che non sono tutte a posto, allora, beniamino, sei esattamente come il mio amico, a cui io ho messo il cuore in mano (si dice così, no?) confidandogli la mia depressione e lui per tutta risposta mi ha accusato di far venire la depressione anche al suo cane, cioè sei un cretino, e almeno stai zitto che intanto il cane te l’ho tenuto, con tutto che ero depressa, ed è già tanto.

Ok. Come sempre in questi casi vi sollecito a inviare molti post che facciano scivolare in basso il mio.
🐳francesca🐳 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 2:00 pm:
Buon martedì grasso

@FedeRa
Buona guarigione


“è il fine ultimo del nostro progetto: arrivare ed emozionare le persone.”
Con me ci sono riusciti alla grande, la musica pulsa nelle vene e alcuni testi sono da pelle d’oca; l’insieme è da emozioni ogni volta diverse e difficilmente descrivibili a parole.

Fa piace sapere che trascurano il dettaglio delle rotelle fuori
E fa ancora più piacere essere considerati una famiglia, magari sui generis
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 12:18 pm:
FedeRa💣💥

Bene !! 😘
FedeRa💣💥 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 11:55 am:
quasi bene Fedele, quasi bene.
Grazie! 😘
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 11:34 am:
FedeRa💣💥

Concordo 😜

Come stai ? Meglio ?
FedeRa💣💥 pubblicato il febbraio 13, 2018 alle 7:32 am:
Grazie Fra per l'intervista,
Mi colpiscono due cose:
Il fatto che ognuno ha il suo modo per creare. Si pensa sempre che una band scriva nuovi pezzi improvvisando durante le prove. So che i Verdena ad esempio registravano ore ed ore di improvvisazioni di gruppo per poi scegliere le idee migliori. Invece loro hanno bisogno di solitudine, di intimità, probabilmente di entrare in contatto con il proprio interiore e di cercare un modo per trasferirlo nella musica. Ma sicuramente il fatto di dover poi proporlo agli altri è una spinta notevole, sapere che l'idea verrà poi sviluppata da musicisti di cui ti fidi tanto e stimi.
Carino anche il riferimento a noi, che ci facciamo i km per andarli a sentire e forse le ruote sì, ma le rotelle non le abbiamo tutte a posto. 😁
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 12, 2018 alle 6:33 pm:
12
FEB
No Interview – I The Bastard Sons of Dioniso sono tornati con “Cambogia”

Cambogia è il nuovo disco, uscito il 1° dicembre per Fiabamusic/Believe, dei The Bastard Sons of Dioniso, band trentina formata da Michele Vicentini, Jacopo Broseghini e Federico Sassudelli. Un lavoro che arriva dopo sei dischi, un Ep e quasi 600 concerti in giro per lo Stivale.

Già quindici anni di carriera. Ricordate ancora quel giorno in cui decideste di suonare insieme?

Sicuramente, e con quella giusta dose di nostalgia, per lo spirito adolescenziale e quella genuinità con cui si affrontava il rock’n’roll: anche se per i successivi 6 anni avremmo fatto 230 date quasi esclusivamente in Trentino, a noi sembrava di viaggiare ben oltre, oltre le frontiere del bar del nostro paese, almeno in quello di un’altra valle.

Prima del 15 agosto 2003 suonavamo in tre gruppi diversi, ma eravamo compagni all’istituto tecnico industriale di Trento. Fu Jacopo a proporci una “sbaraccata” in un piccolo maso sopra al suo paese, Baselga di Piné, dicendoci che c’era una festa.

In realtà la festa non c’era, era una scusa per suonare insieme, e provare a creare qualcosa di nostro. E il fatto che la sala prove in quel caso fosse un ex mangiatoia per le vacche, fu molto suggestivo. Uscirono i primi riff, poi dormimmo per terra, sulla terra.

La mattina seguente (o meglio, un paio di ore dopo) capimmo che ci si divertiva, e avremmo continuato, magari in una sala prove più convenzionale. E dopo 15 anni, ci stiamo ancora divertendo.

Tornando al presente, “Cambogia” rappresenta una metafora per descrivere la guerra che ognuno combatte contro se stesso, ma è anche una dedica importante…

“Cambogia” era il termine romanesco con cui Gianluca Vaccaro, nostro tecnico del suono per gli ultimi 3 album, amava descrivere scherzosamente il nostro suono graffiante e corroborante dei provini che gli mandavamo.

Con la sua prematura scomparsa, “Cambogia” è diventato un modo per ricordarlo, per portarlo con noi durante i concerti, per ricordarci di come le sfide siano sempre in agguato, e che viverle ci fa diventare grandi. Anche se la sua battaglia alla fine lo ha vinto, il suo modo coraggioso e ironico di affrontare quei momenti lo ha fatto risultare vittorioso, un esempio per tutti noi.

Avete alle spalle centinaia di concerti, praticamente una vita in tour, quanto hanno influito sulla composizione di questo disco?

È vero che abbiamo alle spalle centinaia di concerti, ormai 600 circa, ma a differenza di come romanticamente si possa pensare, noi non scriviamo in tour (almeno non durante le trasferte).

Michele si occupa principalmente dell’aspetto strumentale delle composizioni, e preferisce farlo da solo, a casa sua, dove registra i provini in autonomia e tranquillità. Solo successivamente, porta le idee in studio, e si vede cosa può funzionare e cosa invece è da buttare, e si comincia a provarle insieme.

Jacopo invece preferisce rimanere nel nostro studio quando inventa i suoi giri, comunque quasi sempre da solo.

La nostra non è una di quelle band che inventa i riff sulle improvvisazioni, ci serve invece isolamento dove poter far uscire quello che abbiamo dentro, senza filtri.



Cosa vi rende più orgogliosi del nuovo lavoro?

Questo disco ci rende orgogliosi perché anche dopo gli innumerevoli ascolti, nei pre mix, nei mix, nei mastering (che solitamente ti fanno annoiare dei brani ancor prima dell’uscita del disco) questa volta ci piace ancora, lo sentiamo sempre volentieri e ci trasmette ancora energia ed emozioni.

Inoltre a livello di scrittura, di suoni, e di testi, anche se non dovremmo essere noi a dirlo, credo che sia superiore ai lavori precedenti. Ai posteri l’ardua sentenza!

Siete uno tra i pochi gruppi usciti da X Factor che è riuscito a proseguire il proprio percorso mantenendo un’identità artistica solida e ben delineata. È stato difficile?

Siamo fra i pochi partecipanti ad X Factor ad essere arrivati già con un progetto di musica originale che, seppur acerbo, era preesistente. Non è stato difficile rinunciare ad un altro tipo di percorso, più popolare diciamo, perché eravamo consapevoli che la nostra credibilità sarebbe arrivata solamente con qualcosa di nostro. Abbiamo provato le proposte della discografica, perché non siamo così fondamentalisti da rinunciarci, ma risultava tutto troppo artefatto. Gli anni successivi non sono stati semplici, perché ovviamente il clamore mediatico scema in fretta, ma fortunatamente il nostro sound è pian piano arrivato a sempre più pubblico, superando anche le barriere dello scetticismo di quelli che si definiscono “rocker” duri e puri.

Che rapporto avete con il pubblico?

Chi viene a sentirci merita ovviamente un grande grazie da parte nostra, è il fattore principale che ci porta avanti, è il fine ultimo del nostro progetto: arrivare ed emozionare le persone.

C’è chi si fa centinaia di km in ogni occasione possibile, a volte mi chiedo se abbiano tutte le rotelle a posto, ma alla fine penso che mi fa solo davvero piacere, e trascuro quel dettaglio.

Con alcuni siamo diventati amici, si è creata quasi una famiglia, è davvero bello percepire questa sorta di fedeltà.

Domanda Nonsense: chi si addormenta per primo in furgone?

Fortunatamente Federico no, perché guida. Io (Michele) sto al suo fianco e riesco quasi sempre a stare sveglio, ma se sento gli altri chiacchierare, mi tranquillizzo e cedo. Jacopo sta dietro e, per assurdo, dorme più all’andata di giorno che al ritorno di notte. Se guida Piero, il nostro manager, non dorme nessuno perché ha una guida, usando un eufemismo, un po’ sportiva.

NON SENSE MAG

Intervista a cura di Cinzia Canali

Ciao ESSE 😊

Buona guarigione FEDERA 😊
FedeRa💣💥 pubblicato il febbraio 12, 2018 alle 10:50 am:
Giorno!
Sono a casa ammalata.
Un giorno in macchina, in tempi non sospetti, ascoltando Benvenuti nel mio modo, mi è venuto un flash: che poteva essere un pezzo buono per Sanremo. Ora che ho sentito le canzoni che hanno partecipato dico che sarebbe stata il top, di gran lunga la migliore.
💗esse💗 pubblicato il febbraio 12, 2018 alle 10:27 am:
FEDELE: 😊
Buona settimana a tutte! 😘
🍀fedele🍀 pubblicato il febbraio 10, 2018 alle 3:47 pm:
ESSE:

BNMM

Mai l'avrei sol pensato !!

😊
💗esse💗 pubblicato il febbraio 10, 2018 alle 2:08 pm:
Giorno!
CILLIT: ❤️
FEDELE: qual è la tua prima posizione? Io non ce l’ho ancora una prima posizione. 😉
Ciao FRA! 😊
Ciao tutte.
Playlist B non pervenuta, sarebbe anche troppo ‘pervenirmela’!
📚 cillit pubblicato il febbraio 9, 2018 alle 7:43 pm:
Meno male Francy mi sento un po' meno sola 😅